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SCHEDA TECNICA

TITOLO: L’eterna lotta

GENERE: commedia

RUNNING TIME: 10 minuti

PAESE: Italia

VERSIONE ORIGINALE: muto

FORMATO: live – action

PRODOTTO DA: Laura Epasto e Ladis Zanini

REGIA: Andrea Montuschi

SOGGETTO & SCRIPT: Andrea Montuschi

INTERPRETE: Diego Casale

DOP: Dario Di Mella

MONTAGGIO: Dimitri Bertolini

COMPOSITORE: Adriano Aponte

TRUCCO: Tarita Castellari

COSTUMI: Francesca Cibischino

SOUND DESIGNER: Vito Martinelli

SCENOGRAFIA: Stefano Michelotti

STATO DEL PROGETTO: in post-produzione

SHOOTING LOCATION: Montasico (BO)

VERSIONE DEFINITIVA: febbraio 2017

SOGGETTO

Un uomo sta preparando tutto l’occorrente per un mega-riposino, la pausa ideale con immancabile picnic.

Panino perfetto, libro.

Cammina. È chiaro che ha una meta precisa, uno scenario che rappresenta il perfetto angolo bucolico, il pisolino per antonomasia.

Ed eccolo: un albero isolato sul crinale di una dolce collina.

L’uomo prende delle fronde e si prepara un giaciglio.

Mangia il suo panino, prende fuori il libro, poche righe e in quel silenzio perfetto, in quello scenario di pace, gli occhi si chiudono.

Pochi secondi e lenta ma inesorabile a un volume basso, ma ugualmente fastidioso, una cicala inizia a disturbare il suo sonno.

L’uomo apre un occhio e fa il rumore come di chi volesse far smettere di russare qualcuno.

La cicala si interrompe, lui si riposiziona con le spalle sul suo giaciglio di foglie e ricomincia a dormire.

Passa qualche secondo e la cicala riparte, più rumorosa e decisa.

Lui fa finta di nulla poi apre gli occhi di scatto e si mette a sedere. Ancora rumore di cicala.

L’uomo batte le mani forte. La cicala smette un secondo. Lui sorride, la cicala ricomincia.

L’uomo cerca con lo sguardo la fonte di quel disturbo ma non la trova…. Tra le fronde il rumore è sempre più insistente e la cicala non si vede.

Si alza svogliato.

Si avvicina lento all’albero e poi di colpo viene preso da un raptus, colpisce il tronco. Cerca di scuotere i rami.

Niente, la cicala è indomabile. Anzi, canta più forte, insopportabile.

L’uomo mette le mani sui fianchi, sembra rinunciare.

Riprende sacchetto e libro e si allontana.

Improvvisamente quando è a una decina di metri dall’albero, la cicala smette.

Lui si ferma. Questa cosa lo fa arrabbiare, tanto. Si volta, guarda l’albero e sembra che anche l’albero guardi lui.

L’uomo mette avanti un piede, la cicala ricomincia, lo toglie, smette.

Prova con il ginocchio, con la testa, con il gomito, stesso effetto.

Si volta, è fuori di sé.

Gli viene un’idea, prova a camminare all’indietro, stessa cosa.

Lascia lì il libro per delimitare il confine tra lui e la cicala.

Se ne va deciso.

Quando torna è bardato come un marines.

Mimetizzato tra le fronde prova ad avvicinarsi con il passo del giaguaro.

Lentamente supera il libro, la cicala non ricomincia.

L’uomo è felice, sorride, si avvicina all’albero, ma quando è a pochi metri è preda di uno starnuto, cerca di trattenersi, ma più lo fa, più lo starnuto sembra potente.

Appena libera il fiato, la cicala riparte, l’uomo arrabbiatissimo lancia le fronde contro l’albero: è tutto sporco, si volta e corre fuori scena.

Quando torna ha in mano una pala, si avvicina al libro e non lo supera, inizia a scavare.

Al tramonto la terra sotto l’albero inizia a smuoversi, appena la testa dell’uomo fa capolino la cicala ricomincia il suo verso.

L’uomo colpisce con la vanga il tronco poi colpisce forte a terra e guarda con aria di sfida l’albero. Esce dalla scena e torna con una torcia.

Si siede a gambe incrociate e aspetta. Il suono della cicala è assordante.

Notte.

La cicala cala di intensità, è stanca e si sta addormentando.

Appena smette l’uomo accende la torcia. La cicala ricomincia.

Spegne la luce. La cicala si riaddormenta.

Lui ricomincia.

Avanti così…. Finché l’uomo soddisfatto di aver restituito il disturbo non spegne la torcia e si sdraia finalmente libero da fastidi sonori.

Sorride e lascia che gli occhi si chiudano. Dolcemente.

Appena gli occhi sono chiusi, un secondo di meritato riposo, poi, POI incomincia il concerto dei grilli di tutta la valle.

NOTE DEL REGISTA

L’eterna lotta è un soggetto semplice basato su un solo protagonista e il suo contrasto con un’entità invisibile che si manifesta e agisce solo con il sonoro ed elementi visivi di post produzione che rendono il corto fruibile anche dai non udenti. Alla base c’è la comicità slapstick, quella che appartiene al muto e all’animazione classica anni ’50 (alla Tom & Jerry per intenderci). Ma il tema di fondo è e rimane una trasposizione in commedia, intendendo come commedia ciò che può farci sorridere e riflettere, dell’eterna lotta fra uomo e natura, ovvero l’incapacità di condividere uno spazio di cui siamo ospiti e su cui non possiamo imporre le nostre regole né con la forza né con l’intelligenza.

Il protagonista si riposa sotto un albero, un luogo su cui pensa di avere il pieno controllo ma, in quanto rappresentante del genere umano, non ha tenuto conto di chi lo abita e in qualche modo lo controlla e lo protegge, da sempre. Ha inizio un’estenuante lotta che scaturisce dall’incapacità di adattarsi e accettare le regole della convivenza, una lotta che dura fino a notte e volge al termine con un nuovo imprevisto. Quando l’uomo sembra avere vinto uno scontro ormai fine a se stesso, è ancora una volta la natura a sorprenderlo e a sorprenderci chiudendo il round.

L’obiettivo della messa in scena in live action è quello di raccontare l’azione ed enfatizzare le svolte comiche con la grammatica, cercando una crasi tra gli stilemi del duello western/samurai e l’estetica utilizzata dal cinema d’animazione, usando lunghe attese e veloci soluzioni di montaggio sincopato, mirando a un coinvolgimento visivo in cui il punto di vista asseconda la presenza dell’elemento assente (la cicala) per sottolineare le reazioni emotive del protagonista.

NOTE DEI PRODUTTORI

In Italia siamo poco abituati a percepire il cortometraggio come un “vero” film, considerandolo spesso un’opera minore o giovanile. L’eterna lotta rappresenta invece per noi un vero e proprio film, con tutte le caratteristiche che un buon film deve avere: originalità, sperimentazione, una solida struttura narrativa, un tema importante, un interprete calzante e un’ottima squadra di tecnici.

La scelta di raccontare un tema universale attraverso il genere commedia ovvero l’eterna lotta dell’uomo contro la natura, in cui la natura non può far altro che vincere, ci è sembrato un ottimo modo per stimolare una riflessione in un pubblico ampio e variegato.

La storia semplice, la scelta del muto, la sonorizzazione sottolineata da elementi grafici che lo rendono adatto alla visione di un pubblico non-udente rendono inoltre L’eterna lotta adatto ad una diffusione internazionale.

NOTE DEL DOP

L’eterna lotta è una sfida estetica che mi ha colpito da subito. L’idea di poter utilizzare forti cambi di luce nei passaggi sole, ombra, sfruttare i posizionamenti macchina per citare e rileggere il cinema di animazione, lavorare nella sezione notturna costruendo il chiaro di luna, sfruttare macchinismi fluidi ed estetici per accompagnare i movimenti iniziali del protagonista cercando una progressione di sintassi che evidenzi l’innervosirsi del protagonista, sono tutti elementi e sfide che verranno affrontati con una forte coerenza visiva.

Penso alla luce e alla cura dell’immagine che si può ritrovare in film come Moonrise Kingdom di Wes Anderson, penso alla logica della citazione che domina in Tarantino senza dimenticare qualche riferimento al grande cinema nostrano, all’abilità nell’uso della luce naturale di Luca Bigazzi in film come “L’intervallo” di Leonardo Di Costanzo.

NOTE DEL COMPOSITORE

L’eterna lotta è un progetto stimolante ed entusiasmante dove la colonna sonora gioca un ruolo fondamentale. E’ sempre interessante lavorare a un film muto, in particolar modo a una commedia che a tratti ricorda il cinema di Charlie Chaplin o gli storici cartoni animati di Tom & Jerry. Il mio approccio alla composizione ricalcherà tuttavia lo stile dei magnifici corti animati della Pixar che basano la loro struttura sulla perfetta sincronizzazione del suono/musica con l’immagine. Tale approccio renderà il cortometraggio fluido e divertente nella sua fruizione, lasciando lo spettatore con una sensazione di unicum che descriverà il racconto di una comune e bislacca giornata a stretto contatto con la natura. Per quanto concerne la scelta degli strumenti e l’orchestrazione, ritengo che l’orchestra classica in rivisitazione moderna con l’eventuale aggiunta di suoni di sintesi, conferirà il giusto peso a un lavoro che si presenta forte e promettente. Inoltre, il fatto che al centro del corto è presente il verso della cicala, consentirà un divertente espediente per identificare eventualmente tale suono con uno strumento specifico o un suono da esso derivato.

BREVI BIO

Andrea Montuschi:

(Bologna, 1978)

Sceneggiatore e regista, dopo aver lavorato dieci anni come responsabile IT nell’area retail di Mandarina Duck SPA, si diploma nel 2011 alla scuola Holden di Torino. Ha realizzato la regia di spot e cortometraggi, Come sceneggiatore ha firmato il cortometraggio "Abbiamo tutta la notte" vincitore della trasmissione Rai Tutto in 48 ore, il mockumentario breve “Le Repassage – la vera storia di Clementine Valery” selezionato al Festival di Bellaria 2010, il lungometraggio L’uomo con la tuta d’argento, attualmente in sviluppo.

Laura Epasto:

(Milano, 1981)

è produttore esecutivo. Laureata in Mediazione linguistica e culturale all’Università di Milano, Master in Produzione cinematografica alla Cineteca di Bologna, Master MBA alla SAA di Torino. Dal 2007 attiva nella produzione audiovisiva, lavorando su lungometraggi pluripremiati come Corpo Celeste di Alice Rohrwacher e L’intervallo di Leonardo di Costanzo e su programmi televisivi di grande pubblico come A caccia di tesori distribuito da History Channel. Ha prodotto numerosi spot e cortometraggi.

Ladis Zanini:

(Torino, 1951)

è produttore e produttore esecutivo per Fargo Film e Rossofuoco Film. Attivo nel settore cinema da più di trent’anni, è una delle figure principali del cinema piemontese. Ha lavorato su film di grande successo come Dopo Mezzanotte di Davide Ferrario e A castle in Italy di Valeria Bruni Tedeschi.

Diego Casale:

(Torino, 1971)

È attore di lunga esperienza. Noto al grande pubblico per il duo comico Mammut (Zelig Circus), ha preso parte all’allestimento teatrale di grandi classici, da Pirandello a Benni per numerose compagnie di rilievo nazionale. Conta numerose esperien-ze televisive, dalla Mele-visione a Elisa di Rivom-brosa, e cinematografiche, lavorando a fianco di Dario Argento, Riky Tognazzi e Davide Ferrario.

Adriano Aponte:

(Napoli, 1986)

Pluripremiato giovane compositore e pianista, Adriano Aponte si è formato al Berklee College of Music di Boston, ricevendo nella sua breve ma intensa carriera numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui per ben due volte, a soli 22 e 23 anni, il “Los Angeles Music Awards” e, nel 2011, il premio come “Miglior giovane compositore italiano” all”Italian Movie Award”. Ha recentemente registrato la Colonna Sonora del cortometraggio “Boarding the Ark” presso i leggendari Abbey Road Studios di Londra, dirigendo la London Session Orchestra.

Vito Martinelli:

(Torino, 1970)

2 volte nominato per il Miglior Sonoro ai Nastri D’Argento, ha lavorato su più di 50 film di produzione italiana e straniera, al fianco di registi del calibro di Davide Ferrario, Daniele Gaglianone e Vittorio De Seta. E’ tra i migliori sound designer attualmente in Italia.

Dario Di Mella:

(Bari, 1980)

Da dieci anni lavora come Direttore della Fotografia in Italia e all’estero per il cinema e la pubblicità. Vincitore di numerosi premi è una delle vere promesse del cinema italiano.

Dimitri Bertolini:

(Reggio Emilia, 1981)

Montatore specializzato in videoclip, commercial e cortometraggi dal 2003. Ha collaborato al montaggio di video per artisti di fama nazionale tra cui Vasco Rossi, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, gli Stadio, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri. Dalla fine del 2015 è socio fondatore di Indici Opponibili, per cui si occupa della direzione tecnica.

CONTATTI

Indici Opponibili

è uno studio creativo di Bologna, nato dall’unione di giovani professionisti provenienti dal cinema, dal video e dall’informatica. Cooperativa dal 2015, si occupa di produzione di audiovisivi sia per il cinema che per l’ambito commercial.

Fargo Film

è una delle principale case di produzione di cinema e spot televisivi del Piemonte. Nata negli anni ’70 con il nome di Gruppo Cooper, ha prodotto decine di spot televisivi di grandi marchi (Iveco, Eni, Lavazza, etc), prodotto numerosi film tra cui Tutta colpa di Giuda e La luna su Torino di Davide Ferrario, e seguito la produzione esecutiva di film in co-produzione con l’estero tra cui A castle in Italy di Valeria Bruni Tedeschi.

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